Focus

Azione del curatore verso gli organi sociali alla luce del nuovo art. 118 l. fall.

Sommario

Premessa | Il quadro normativo | Sintesi della riforma degli artt. 118 e 120 l. fall. | La riforma del 2015 inserita nel previgente quadro normativo | Conclusioni |

 

Nell’ambito delle azioni giudiziarie aventi ad oggetto i rapporti di diritto patrimoniale compresi nel fallimento, la cui legittimazione attiva è attribuita al curatore, si inquadrano le azioni ex art. 146 l. fall, ovvero l’azione di responsabilità contro gli organi sociali e quella contro i soci della società a responsabilità limitata chiamati in solido con gli amministratori, qualora abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi, secondo quanto sancito dall’art. 2476, comma 7, c.c. In tale contesto va analizzata la portata della novella dell’art. 118 l.fall. (come introdotta dalla l. n. 132/2015 che ha convertito il d.l. n. 83/2015), in forza della quale la chiusura della procedura fallimentare “non è impedita dalla pendenza di giudizi, rispetto ai quali il curatore può mantenere la legittimazione processuale anche nei successivi stati e gradi, ai sensi dell'art 43”.

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