Focus

Bancarotta fraudolenta: i rapporti tra condotta distrattiva e dissesto dell’impresa alla luce della giurisprudenza

Sommario

Reati fallimentari e garanzie costituzionali: i principi di offensività e personalità della responsabilità | Le origini storiche del dibattito: dalla teoria monista alla teoria pluralista | La bancarotta fraudolenta patrimoniale come reato di pericolo: implicazioni in tema di collegamento eziologico e psichico tra condotta e fallimento | La funzione della sentenza di fallimento: le diverse ipotesi ricostruttive offerte dalla Giurisprudenza tradizionale | Critiche all’impostazione tradizionale: la sentenza Corvetta | La Giurisprudenza successiva alla pronuncia Corvetta; rilievi critici | Conclusioni |

 

Oggetto del presente breve lavoro è l’analisi del rapporto tra condotta illecita e dichiarazione di fallimento in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale prefallimentare. Commette tale reato, ai sensi dell’art. 216 l. fall., “se dichiarato fallito”, l’imprenditore che, prima dell'intervento della sentenza di fallimento, abbia distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato in tutto o in parte i suoi beni, ovvero - allo scopo di recare pregiudizio ai creditori - abbia esposto o riconosciuto passività inesistenti.

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