Focus

La revisione delle cooperative

Sommario

Introduzione | Il contributo dovuto e i codici tributo da utilizzare | Come avviene la revisione e la sanzione prevista per chi si sottrae all'obbligo | L'obbligo di verbalizzare | Come deve comportarsi chi riceve il verbale di revisione | Gli obblighi delle associazioni a cui si affidano le cooperative per la revisione | Conclusioni |

Introduzione

La competenza a svolgere la vigilanza nell’ambito delle cooperative spetta al Ministero dello Sviluppo Economico, così come sancito dall’articolo 1 del decreto legislativo n.220 del 2 agosto 2002.

Le cooperative, a differenza di tutte le altre realtà aziendali, sono sottoposte a revisione biennale per la quale occorre pagare un contributo obbligatorio, che varia a seconda di alcuni parametri quali:

 

-         il numero dei soci;

-         il capitale sottoscritto;

-         il fatturato.

 

E’ opportuno ricordare che le cooperative possono richiedere di essere sottoposte a revisione dalle associazioni di categoria che dovranno servirsi di ispettori iscritti  nell’elenco dei revisori a seguito del conseguimento di una apposita abilitazione.

Il contributo dovuto e i codici tributo da utilizzare

Per il biennio 2019-2020 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale n.96 del 24 aprile 2019, il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico con cui sono stati resi noti gli importi dovuti dalle società cooperative, dalle banche di credito cooperativo e dalle società di mutuo soccorso relativi all’attività di vigilanza.

Una società cooperativa deve effettuare il pagamento del contributo per la vigilanza attraverso il modello F24, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del Decreto dello Sviluppo Economico che ne fissa gli importi, così come stabilito dall’articolo 2 del D.M. 18 dicembre 2006.

Per il biennio 2019-2020 il termine di riferimento per il conteggio dei 90 giorni utili per ottemperare all’obbligo è il 24 aprile 2019, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

L’importo del contributo da versare dovrà essere calcolato considerando i parametri riportati nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2018, così come stabilito dall’articolo 4 comma 2 del decreto ministeriale. Nel caso in cui la cooperativa dovesse superare anche uno solo dei parametri previsti dovrà effettuare il pagamento del contributo stabilito per la fascia in cui è presente il parametro più alto.

Quando viene costituita una nuova cooperativa il termine ultimo per il pagamento del contributo biennale è stabilito nei novanta giorni dalla data in cui la stessa risulta essersi iscritta al registro delle imprese.

Se invece si dovesse deliberare lo scioglimento della società cooperativa entro l’ultimo giorno utile per poter effettuare il pagamento del contributo biennale, la stessa società dovrà effettuare il pagamento del contributo minimo. 

Risultano esonerate dal pagamento del contributo biennale tutte le società cooperative che si iscrivono nel registro delle imprese dopo il 31 dicembre 2019.

 

IMPORTI BASE DOVUTI DA SOCIETA’ COOPERATIVE

 

FASCE

IMPORTO DOVUTO

PARAMETRI

NUMERO SOCI

CAPITALE SOTTOSCRITTO

FATTURATO

a)

€ 280,00

fino a 100

fino a €5.160,00

fino a €75.000,00

b)

€ 680,00

da 101 a 500

da €5.160,01 a €40.000,00 

da €75.000,01 a €300.000,00

c)

€1.350,00

superiore a 500

superiore a €40.000,00

da €300.000,01 a € 1.000.000,00

d)

€ 1.730,00

superiore a 500

superiore a €40.000,00

da €1.000.000,01 a € 2.000.000,00

e)

€ 2.380,00

superiore a 500

superiore a €40.000,00

superiore a €2.000.000,00

  

CONRIBUTI DOVUTI DA COOPERATIVE ASSOGGETTATE A  REVISIONE ANNUALE (Art.15 L.59 del 31/1/1992)  

(Aumento 50% rispetto all’importo base)

 

FASCE

IMPORTO

PARAMETRI

NUMERO SOCI

CAPITALE SOTTOSCRITTO

FATTURATO

a)

€ 420,00

fino a 100

fino a €5.160,00

fino a €75.000,00

b)

€ 1.020,00

da 101 a 500

da €5.160,01 a €40.000,00 

da €75.000,01 a €300.000,00

c)

€2.025,00

superiore a 500

superiore a €40.000,00

da €300.000,01 a € 1.000.000,00

d)

€ 2.595,00

superiore a 500

superiore a €40.000,00

da €1.000.000,01 a € 2.000.000,00

e)

€ 3.570,00

superiore a 500

superiore a €40.000,00

superiore a €2.000.000,00

 

Per fatturato della società cooperativa dovrà essere considerato il valore della produzione previsto dall’articolo 2425 del codice civile, lettera A) riferito al valore di produzione, ovvero:

 

-         ricavi delle vendite e delle prestazioni;

-         variazioni delle rimanenze e di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti;

-         variazione dei lavori in corso su ordinazione;

-         incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;

-         altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio.

 

Un caso particolare è rappresentato dalle cooperative edilizie. Per queste realtà il fatturato è determinato considerando il maggior valore tra l’eventuale incremento del valore dell’immobile, desumibile rispettivamente dalle voci B-II (Immobilizzazioni materiali) e C-I (Rimanenze) dello Stato patrimoniale, previsto dall’articolo 2424 del codice civile e la voce A (Valore della produzione) del Conto economico previsto dall’articolo 2425 del codice civile.

All’articolo 6 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 27 febbraio 2019, sono stati stabiliti i codici tributo da utilizzare per poter procedere al pagamento dell’F24 nei confronti del Ministero dello sviluppo economico

 

CODICE

DESCRIZIONE

3010

contributo biennale

-         maggiorazioni del contributo (ad esclusione del 10% dovuta dalle cooperative edilizie)

-         interessi per ritardato pagamento

3011

-         maggiorazione del 10% dovuta dalle cooperative edilizie

-         interessi per ritardato pagamento

3014

-         sanzioni

  

 

E’ stato chiarito che le società cooperative che non aderiscono alle associazioni nazionali di rappresentanza (Lega Coop, Confcooperative, A.G.C.I., U.N.C.I., Unicoop e Uecoop) possono utilizzare il modello F24 precompilato dopo essersi collegati e registrati al portale delle cooperative all’indirizzo internet http://cooperative.mise.gov.it.

Invece i contributi che le società cooperative devono alle Associazioni nazionali di  rappresentanza vanno pagati seguendo le indicazioni fornite dalle stesse Associazioni a cui hanno deciso di aderire. Pertanto il contributo dovuto all’Associazione deve essere versato prima del termine fissato per il pagamento del contributo, ovvero prima che scadano i novanta giorni dal 24 aprile 2019. Qualora l’adesione all’Associazione dovesse avvenire successivamente al termine di scadenza del versamento previsto per il pagamento del contributo relativo alla revisione biennale, il contributo dovrà essere pagato al Ministero dello Sviluppo Economico.       

Come avviene la revisione e la sanzione prevista per chi si sottrae all'obbligo

La revisione biennale di una cooperativa consiste nel procedere ad una verifica della gestione amministrativa e del livello di democrazia esistente nell’Ente. In pratica l’obiettivo che ci si prefigge è quello di verificare che esista l’effettiva natura mutualistica all’interno della cooperativa, legittimando così la stessa a poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previdenziali e di altra natura. 

A svolgere la revisione sono uno o più revisori appositamente incaricati dal Ministero dello Sviluppo Economico o i revisori incaricati dalle associazioni a cui le stesse cooperative aderiscono. La revisione avviene presso la sede sociale della cooperativa o presso un altro luogo che deve essere stabilito con il rappresentante della cooperativa, che dovrà essere presente, di persona o tramite un delegato, al momento della verifica. E’ a discrezione del revisore permettere al legale rappresentante di farsi assistere da soci oppure da dipendenti o professionisti di propria fiducia; mentre i sindaci e gli amministratori della cooperativa possono assistere al procedimento di revisione ed hanno l’obbligo di intervenire soltanto quando viene richiesto dal revisore.

La cooperativa che subisce la revisione ha l’obbligo di mettere a disposizione dei  revisori  i libri, i registri ed i documenti che potranno essere trattenuti dal revisore per un periodo non superiore a dieci giorni e può fotocopiarli e siglarli per evitare che possano verificarsi alterazioni o manomissioni, purchè tutto ciò non provochi danno alla normale gestione amministrativa della cooperativa.

Il revisore può decidere, se lo ritiene opportuno, svolgere dei sopralluoghi e verifiche preso sedi secondarie, succursali, magazzini, spacci, impianti ed altre dipendenze in genere. Inoltre il revisore può anche decidere di ascoltare i soci della cooperativa, i dipendenti ed altre persone interessate.

Non potranno essere oggetto di revisione, durante l’attività di vigilanza i seguenti atti:

 

-         per una durata di cinque anni, i verbali di revisione alle società cooperative, con i relativi allegati. Nel caso in cui le notizie riportate in tali atti sono sottoposte al segreto istruttorio penale o se divulgando tali notizie possano verificarsi azioni discriminatorie o pressioni indebite o pregiudizi a carico dei soci, o nel caso in cui la divulgazione del contenuto della documentazione possa provocare pregiudizio al diritto alla riservatezza o provocare concretamente una indebita concorrenza, il termine di cinque anni verrà prorogato;

-         per un periodo di cinque anni, documenti in cui siano riportate notizie relative alla programmazione complessiva dell’attività di vigilanza, oltre che sulle modalità e sui tempi entro cui la vigilanza dovrà svolgersi;

-         per cinque anni, la documentazione riguardante richieste di intervento della vigilanza cooperativa, oppure fino a quando dura, con l’ente sottoposto a vigilanza, il rapporto associativo o di lavoro nella ipotesi che la richiesta di intervento sia effettuata da un socio oppure da un lavoratore o quando la divulgazione della documentazione possa causare pregiudizio al diritto alla riservatezza o provocare effettivamente concorrenza indebita;

-         documenti in cui sono riportate notizie che riguardano gli enti cooperativi se la loro divulgazione potrà provocare azioni discriminatorie od indebite pressioni o pregiudizi a carico dei soci, di lavoratori o di terze persone, o quando la loro divulgazione può provocare effettivo pregiudizio al diritto alla riservatezza oppure provocare concretamente una concorrenza indebita;

-         documenti attinenti gli incaricati della vigilanza in cui siano riportate notizie circa la loro situazione familiare, finanziaria, sanitaria, professionale, sindacale o di altro tipo, nel caso in cui dalla loro conoscenza possa scaturire un chiaro pregiudizio alla riservatezza.

 

Dal 1° gennaio 2018 sono state inasprite le sanzioni per le società cooperative che si sottraggono all’attività di vigilanza o non rispettano le finalità mutualistiche a seguito dell’articolo 1 comma 936 della L.205 del 27 dicembre 2017 (legge di Bilancio 2018), che ha modificato il comma 3 dell’articolo 12 del Decreto Legislativo n.220/2002. In pratica la cooperativa che si sottrae all’obbligo della revisione o non rispetta le finalità mutualistiche verrà cancellata dall’albo nazionale delle cooperative, dopo aver sentito la Commissione centrale delle cooperative.  

L'obbligo di verbalizzare

Il revisore, al termine del lavoro, è tenuto a redigere comunque un verbale, sia nel caso in cui sia stata effettuata la revisione, sia se la revisione non è stata effettuata o perché la cooperativa risulta irreperibile, o a causa del comportamento ostativo da parte del legale rappresentante.

I revisori sono tenuti a far pervenire il verbale redatto ai soggetti che hanno dato loro l’incarico, entro quindici giorni dalla data in cui il verbale risulta essere sottoscritto dal legale rappresentante della cooperativa o dalla persona da lui delegata, a cui il revisore dovrà fornire una copia in originale.

Può verificarsi il caso in cui il legale rappresentante si rifiuti di firmare il verbale di revisione. In questo caso spetta al revisore notificarlo, con una lettera raccomandata, alla cooperativa presso la propria sede sociale.

Qualora il revisore constati la presenza di irregolarità sanabili, diffiderà la cooperativa a procedere alla regolarizzazione in un periodo di tempo compreso tra trenta e novanta giorni.

Come deve comportarsi chi riceve il verbale di revisione

L’ufficio pubblico o l’associazione che riceve il verbale dal revisore incaricato deve verificare se la diffida o le sanzioni comminate sono giuste rispetto a quanto riportato nel testo del verbale. Chi riceve il verbale ha la facoltà di richiedere, previo contradditorio con il revisore, che vengano effettuati ulteriori approfondimenti tramite la richiesta di integrazioni al verbale, oppure affidando un nuovo incarico ad un altro revisore o ricorrendo a forme di autotutela.

Quando la revisione viene effettuata da revisori inviati dall’associazione di categoria, quest'ultima, se dopo aver esaminato il verbale di revisione, dovesse ritenere che la cooperativa vada sanzionata, è tenuta ad inviare il verbale entro trenta giorni all’ufficio pubblico insieme alla proposta di sanzione L'ufficio pubblico, se lo riterrà opportuno, adotterà i provvedimenti di sua competenza informando sia la cooperativa che l’associazione a cui ha aderito. Altrimenti dovrà rilasciare la certificazione o l’attestazione di revisione per l’esito positivo della verifica.

Gli obblighi delle associazioni a cui si affidano le cooperative per la revisione

E’ compito delle associazioni di categoria informare gli uffici territoriali del governo competenti territorialmente o nelle more le direzioni provinciali del lavoro, nel primo trimestre successivo a quello in cui si è concluso il biennio di revisione, comunicando:

 

-          l’elenco delle società cooperative che sono state revisionate nel biennio precedente, facendo una distinzione tra chi ha pagato il contributo biennale e chi non lo ha pagato;

-         l’elenco delle società cooperative che non sono state revisionate nel biennio precedente, distinguendo chi ha versato il contributo biennale e chi non lo ha versato;

-         l’elenco delle società cooperative aderenti che devono versare il contributo relativo al biennio attuale.

 

Le associazioni sono tenute a far pervenire al Ministero dello Sviluppo Economico, entro il primo semestre successivo alla conclusione di ogni biennio di revisione, una relazione dettagliata sull’attività di revisione svolta nel biennio precedente per comunicare:

 

-         le cooperative revisionate;

-         le cooperative non revisionate;

-         le eventuali difficoltà incontrate;

-         le soluzioni adottate per superare le difficoltà che si sono verificate;

-         un elenco aggiornato, per ogni singola provincia, delle cooperative che sono tenute a versare il contributo per il biennio in corso.

Conclusioni

Il superamento della revisione per una cooperativa rappresenta un momento importante per la vita della stessa. Infatti, il mancato superamento della revisione potrebbe mettere a rischio non solo l’esistenza della cooperativa, ma anche tutte le possibili agevolazioni di cui potrebbe usufruire.   

 

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