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Amministratore di società di capitali e lavoro subordinato: compatibilità

L’amministratore di società di capitali può essere anche lavoratore subordinato della stessa società, con conseguente effetto sulle assicurazioni obbligatorie, previdenziali e assistenziali, se:

 

- il potere deliberativo è affidato all’organo collegiale di amministrazione della società nel suo complesso e/o ad un altro organo sociale espressione  della  volontà imprenditoriale;

- esiste in concreto il vincolo della subordinazione, cioè è dimostrabile che l’amministratore-lavoratore è assoggettato al potere direttivo, organizzativo, disciplinare, di vigilanza e controllo di un altro soggetto;

- il lavoratore svolge mansioni estranee ai poteri di gestione che discendono dalla carica ricoperta o dalle deleghe conferitegli.

 

Di conseguenza, secondo l’INPS:

- il membro o il presidente del consiglio di amministrazione di una società non è incompatibile con l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, risultando soddisfatti tutti i presupposti;

- l’amministratore unico di società di capitali non può essere lavoratore dipendente della stessa società perché ha il potere di esprimere da solo la volontà della società (nello stesso senso anche Cass. 13 novembre 2006 n. 24188);

- per l’amministratore delegato, la compatibilità dipende dall’ampiezza della delega conferita dal consiglio di amministrazione: quanto più la delega è generale tanto più implica la gestione globale della società generando incompatibilità tra la suddetta carica e un rapporto di lavoro subordinato con la società.

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