News

Decreto legislativo 231/2001: il CNDCEC pubblica i principi consolidati

20 Febbraio 2019 | Assetti organizzativi dell'impresa

Terminata la fase di pubblica consultazione lo scorso 23 gennaio, il CNDCEC pubblica la versione definitiva del documento intitolato “Principi consolidati per la redazione dei modelli organizzativi e l'attività dell'organismo di vigilanza, prospettive di revisione del d. lgs. 8 giugno 2001 n. 231” redatto dal gruppo di lavoro CNDCEC sulla normativa relativa all’organismo di vigilanza, insieme ad ABI, Consiglio nazionale forense e Confindustria.

Il documento individua una serie di principi per la predisposizione dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001 e lo svolgimento delle funzioni degli organismi di vigilanza, evidenziando al contempo alcune proposte di modifica alla normativa oggi vigente.

 

Come noto, Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento italiano un regime di responsabilità a carico delle persone giuridiche in relazione a una serie di reati, commessi nel loro interesse o a loro vantaggio, da parte dei soggetti apicali o dei dipendenti, con conseguenze rilevanti anche sugli stessi enti, potenzialmente assoggettabili a sanzioni amministrative pecuniarie anche molto onerose e, in taluni casi, interdittive. Tuttavia, gli enti, possono essere esonerati dalla responsabilità prevista dal Decreto – evitando l’applicazione delle sanzioni – qualora dimostrino di aver adottato ed efficacemente attuato “modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire la commissione di reati della stessa specie di quello verificatosi”.

 

Successivamente, la riforma del diritto societario del 2003 ha elevato i principi di corretta amministrazione a clausola generale di comportamento degli amministratori (prima valevole solo per le società quotate). Gli “adeguati assetti organizzativi” (artt.2381 e 2403 c.c.) divengono così

- strumento fondamentale di tracciabilità dei processi; 

- criterio di valutazione di responsabilità di amministratori, dirigenti, organi preposti al controllo. 

Tuttavia, come sottolineato nella premessa al documento, per una maggiore diffusione di una cultura d’impresa che accolga in maniera positiva gli obiettivi di rafforzamento dei meccanismi di corporate governance e gestione dei rischi, “è opportuno che il Legislatore preveda meccanismi premiali e assicuri maggiore chiarezza delle regole, così da stimolare la diffusione – soprattutto nelle imprese di minori dimensioni – della cultura dei controlli e della prevenzione dai rischi, anche attraverso l’adozione dei Modelli organizzativi previsti dal Decreto”.

Leggi dopo