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Denuncia dei vizi della cosa venduta e interruzione della prescrizione

18 Luglio 2019 |

Cass. SU 11 luglio 2019 n. 18672

Contratti

La cosa venduta deve essere immune da vizi che la rendano inidonea all’uso cui è destinata o ne diminuiscano  in modo apprezzabile il valore. Se però la cosa è affetta da vizi, sono poste a favore dell’acquirente determinate garanzie, che però devono essere fatte valere dall’acquirente stesso nel rispetto di determinate modalità e rigorosi termini per la denuncia e la prescrizione.

 

In particolare l'azione si prescrive in un anno dalla consegna; ma l’acquirente, che sia convenuto per l'esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunciato entro 8 giorni dalla scoperta e prima del decorso dell'anno dalla consegna (art. 1495 c. 3 c.c.).

 

Le sezioni unite della corte di cassazione hanno chiarito che tale norma va interpretata nel senso che, al fine di interrompere la prescrizione, non è necessario instaurare un giudizio, ma è sufficiente una manifestazione della volontà stragiudiziale in forma scritta. Tale interpretazione ha anche il pregio di consentire alle parti di perseguire una risoluzione stragiudiziale della controversia senza rendere indispensabile per l’acquirente dover promuovere un giudizio per la necessità di interrompere i termini di prescrizione. Perciò, ogni volta che l’acquirente decide di mettere in mora il venditore in via  stragiudiziale inizia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione di un anno, favorendo una soluzione conciliatoria e lasciando la possibilità all’acquirente di agire in caso di esito fallimentare della stessa.

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