News

DL 34/2019: Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi (C. 1807)

04 Giugno 2019 |

DL 34/2019

Marchi e brevetti

 

Le Commissioni riunite V e VI della Camera hanno proseguito l’esame del disegno di legge: “Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi" (C. 1807), con l’esame degli emendamenti presentati al testo.

Il seguito dell’esame è stato rinviato ad altra seduta.

 

Per quanto di interesse il Decreto ha introdotto disposizioni relative:

1)   ai tempi di pagamento tra le imprese, specificando i dati di cui deve essere data evidenza nel bilancio sociale, quali i tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell'anno, nonché le politiche commerciali adottate con riferimento alle transazioni medesime e le eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento (art. 22 DL 34/2019 che novella il d.lgs. 231/2002, aggiungendovi l’art. 7-ter, relativo ai dati di cui il bilancio sociale delle società deve dare evidenza).

 

2)   alla società di investimento semplice – SIS, una nuova specifica tipologia di OICR riconducibile alla forma della Sicaf, con un regime semplificato (art. DL 34/2019 che introduce l'art. 1 c. 1 lett. i-quater TUF). La SIS rientra tra i gestori di "fondi alternativi" ai sensi del TUF, che realizzano prevalentemente investimenti in società non negoziate su mercati. Si tratta di investimenti a lungo termine, con la possibilità di vendita delle quote a scadenze fisse: pertanto, la SIS è costituita in forma di società di investimento per azioni a capitale fisso (“Sicaf”).  

La società rientra nel perimetro applicativo della SIS quando rispetti le seguenti condizioni:

-           la società deve gestire direttamente il patrimonio raccolto;

-           la sottoscrizione delle azioni o degli altri strumenti finanziari partecipativi deve essere riservata agli investitori professionali;

-           il patrimonio netto della società non deve eccedere i 25 milioni di euro, mentre il capitale sociale deve risultare almeno pari a quello previsto per le spa. (50.000 euro);

-           l'oggetto esclusivo dell'attività deve risultare l’investimento diretto del patrimonio raccolto in PMI non quotate su mercati regolamentati di cui all’articolo 2 paragrafo 1, lettera f), primo alinea, del regolamento (UE) n. 2017/1129 che si trovano nella fase di sperimentazione, di costituzione e di avvio dell’attività. Si tratta quindi di società che, in base al loro più recente bilancio annuale o consolidato, soddisfano almeno due tra questi tre criteri: numero medio di dipendenti nel corso dell’esercizio inferiore a 250, totale dello stato patrimoniale non superiore a 43 milioni, fatturato netto annuale non superiore a 50 milioni;

-           la società non deve ricorrere alla leva finanziaria (non deve quindi acquistare o vendere attività finanziarie per un ammontare superiore al capitale posseduto);

 

3)   al marchio storico di interesse nazionale (art. 31 DL 34/2019, che modifica il d.lgs. 30/2005 (c.p.i.). La norma introduce:

- la definizione del marchio storico di interesse nazionale. Ai sensi di tale nuova disciplina, i titolari o licenziatari esclusivi di marchi d'impresa registrati da almeno cinquanta anni o per i quali sia possibile dimostrare l'uso continuativo da almeno cinquanta anni, utilizzati per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale, possono ottenere l'iscrizione del marchio nel Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale (nuovo art. 11-ter c. 1 c.p.i.); 

- il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale, istituito presso l'UIBM. L'iscrizione al Registro speciale è effettuata su istanza del titolare o del licenziatario del marchio.

- il logo «marchio storico di interesse nazionale» che le imprese iscritte nel Registro possono utilizzare per finalità commerciali e promozionali, da istituirsi con decreto del Ministro dello sviluppo economico; 
-  la previsione di un Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale (nuovo art. 185-ter c.p.i.). L'impresa titolare o licenziataria di un marchio iscritto nel registro speciale - che intenda chiudere il sito produttivo di origine o comunque quello principale, per cessazione dell'attività svolta o per delocalizzazione della stessa al di fuori del territorio nazionale, con conseguente licenziamento collettivo – deve notificare senza ritardo al Ministero dello sviluppo economico le informazioni relative al progetto di chiusura o delocalizzazione dello stabilimento e, in particolare:

a) i motivi economici, finanziari o tecnici del progetto di chiusura o delocalizzazione;

b) le azioni tese a ridurre gli impatti occupazionali attraverso, incentivi all'uscita, prepensionamenti, ricollocazione di dipendenti all’interno del gruppo; c) le azioni che intende intraprendere per trovare un acquirente; d) le opportunità per i dipendenti di presentare un'offerta pubblica di acquisto ed ogni altra possibilità di recupero degli asset da parte degli stessi. Per il titolare dell'impresa titolare o licenziataria esclusiva del marchio che viola gli obblighi informativi è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro;

 

4) al contrasto all’Italian sounding e agli incentivi al deposito di brevetti e marchi (art. 32 DL 34/2019). La norma:

- definisce le pratiche integranti il fenomeno dell’Italian sounding (art. 144 c.p.i.);

- specifica che nel divieto già vigente di registrazione come marchi di simboli emblemi e stemmi che rivestono interesse pubblico, sono inclusi i segni riconducibili alle forze dell'ordine e alle forze armate e i nomi di Stati e di enti pubblici territoriali italiani;

- introduce la previsione che non possono formare oggetto di registrazione come marchi parole, figure o segni lesivi dell'immagine o della reputazione dell'Italia;

- introduce norme che disciplinano l’apertura della fase nazionale delle domande internazionali di brevetto secondo il Patent cooperation Treaty (artt. 55 e 160 bis c.p.i.). 

Leggi dopo