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Forma scritta per la validità di un contratto

03 Ottobre 2019 |

Trib. Roma 26 settembre 2019 n. 18166

Contratti

 

Alcuni contratti, indicati dalla legge, per essere validi, devono essere conclusi per atto pubblico o scrittura privata autenticata a pena di nullità (forma scritta ad substantiam).

 

Nel caso in cui uno dei contraenti non abbia sottoscritto l'atto, può perfezionare il contratto:

- producendo in giudizio un documento per farne valere gli effetti nei confronti dell'altro contraente sottoscrittore;

- manifestando all’altro contraente con proprio atto scritto la volontà di avvalersi del contratto.

 

In entrambi i casi, la domanda giudiziale o il successivo atto scritto assumono valore equivalente alla firma mancante e perciò l’atto è validamente concluso, salvo che l’altro contraente sottoscrittore nel frattempo:

- non abbia revocato il proprio assenso;

- non sia deceduto.  La morte determina, infatti,  l’impossibilità della formazione del consenso nella forma richiesta dalla legge nei confronti degli eredi nonché l'automatica estinzione della proposta (a meno che questa non sia irrevocabile ai sensi dell’art. 1329 c.c.), che non è più impegnativa  per gli eredi.

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