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Leasing: risoluzione per inadempimento dell'utilizzatore e suo sopravvenuto fallimento

16 Maggio 2019 |

Cass. 10 maggio 2019 n. 12552

Fallimento

Nel caso in cui l'utilizzatore di un immobile avuto in leasing risulti inadempiente a causa del mancato versamento dei canoni per mesi, la società di leasing può agire in giudizio per chiedere la risoluzione del contratto e la restituzione del bene, oltre che il risarcimento del danno.

 

Nel caso venisse, successivamente all'inadempimento, dichiarato il fallimento dell'utilizzatore, gli effetti della risoluzione contrattuale devono essere  regolati dalle norme fallimentari (art. 72 quater L.Fall.)  che hanno carattere inderogabile e prevalgono su eventuali difformi pattuizioni delle parti.

 

Nel caso concreto le parti avevano pattuito che in caso di risoluzione anticipata del contratto gli effetti della risoluzione non si sarebbero estesi alle prestazioni già eseguite, con la conseguenza che, a seguito dell'anticipata risoluzione del contratto, tutti gli importi corrisposti dall'utilizzatore sarebbero rimasti definitivamente acquisiti al concedente. La corte di cassazione ha, invece, stabilito che la società di leasing  ha diritto unicamente alla restituzione del bene per effetto della risoluzione del contratto, salva la successiva regolazione dei rapporti di debito-credito del concedente nei confronti della curatela fallimentare tramite l’insinuazione al passivo fallimentare.

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