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Mercato europeo dei capitali: audizione Assonime in senato su Regolamento Prospetto e Direttiva sui diritti degli azionisti

Il direttore generale di Assonime Stefano Micossi, è intervenuto in audizione al senato il 31 gennaio, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di delegazione europea 2018 (DDL 2018) comprendente il recepimento di due atti di regolazione:

 

Regolamento UE 2017/1129 - Regolamento Prospetto

Il Regolamento Prospetto è stato uno dei primi provvedimenti adottati nell’ambito del processo di riforma avviato dall’Unione europea successivamente alla crisi finanziaria, per rafforzare l’integrazione del mercato europeo dei capitali.

Tale regolamento, secondo Assonime, non ha però risolto i problemi alla base della scarsa propensione delle imprese europee ad accedere al mercato dei capitali e cioè

  • i costi di produzione dei documenti informativi necessari in occasione dell’offerta al pubblico di strumenti finanziari;
  • la difficoltà di realizzare offerte su scala europea a causa della disomogeneità di criteri e procedure delle diverse autorità di vigilanza dei vari paesi interessati.

 

Il Regolamento Prospetto, secondo Assonime, non realizza l’auspicata armonizzazione e non impone standard e prassi di vigilanza comuni, lasciando invece ampi margini di discrezionalità alle autorità nazionali.

La conseguenza è che “le imprese che vogliano realizzare offerte di dimensioni significative rispetto alle dimensioni dei singoli mercati dei capitali nazionali si rivolgono al mercato americano dove, per accedere a un mercato ampio e liquido, è sufficiente un solo documento informativo sottoposto ad un’unica procedura di approvazione”.

Il direttore generale Micossi cita a tal proposito, il caso della svedese Spotify, una delle poche imprese europee con grandi prospettive di crescita nel settore digitale.

Nel 2018, Spotify, la terza quotazione di sempre per dimensione sul mercato americano nel settore high tech dopo Alibaba e Facebook, ha preferito quotarsi a New York invece che su una piazza europea.

Assonime ritiene che il Regolamento Prospetto costituisca un’occasione perduta e propone di valorizzare maggiormente l’ESMA, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati che “oltre a un ruolo più incisivo nella convergenza degli standard di vigilanza, potrebbe assumere compiti di vigilanza diretta sulle offerte paneuropee”.

Questo, in sintesi, il quadro generale secondo Assonime. Per quanto riguarda invece, in particolare, l’oggetto dell’audizione informale di Micossi, i principi e criteri direttivi del DDL 2018 appaiono adeguati.

 

Direttiva UE 2017/828 - Direttiva sui diritti degli azionisti

La direttiva si pone l’obiettivo di incentivare l’impegno degli azionisti nel lungo termine verso la società in cui investono. A tal fine, ricorda il direttore generale Micossi, “il legislatore europeo introduce nuovi diritti e doveri degli azionisti, attraendo nell’ambito normativo fenomeni relativamente nuovi quali l’attivismo degli investitori istituzionali e il ruolo dei consulenti di voto (proxy advisors).”

In particolare la direttiva introduce un set di regole per l’adeguata gestione delle situazioni potenzialmente foriere di conflitti di interessi quali le remunerazioni degli amministratori e le operazioni con parti correlate.

L’attuale quadro legislativo nazionale appare già sostanzialmente allineato alla nuova disciplina europea: “a nostro avviso – dice Micossi - il recepimento della direttiva UE 2018/828 dovrebbe avvenire consolidando il quadro esistente”.

L’audizione informale in senato del direttore generale di Assonime si conclude con un richiamo al principio del divieto di goldplating di cui all’art 32, L.234/2012: “gli atti di recepimento di direttive dell’Unione europea non possono prevedere l’introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse, al fine di assicurare l’armonizzazione dei diritti nazionali e favorire la partecipazione dei soggetti italiani al mercato unico a parità di condizioni competitive”.

A tal proposito Micossi cita la risposta di Assonime e Confindustria alla consultazione pubblica avviata dal Ministero dell’economia e delle finanze (v. nostro articolo dell’11 gennaio 2019) dove si rimarca la presenza nell’ordinamento italiano di norme che, se non eliminate, costituiscono goldplating, in particolare con riferimento alla disciplina delle politiche di remunerazione e alle operazioni con parti correlate.

L’audizione si chiude quindi con l’auspicio che le commissioni parlamentari competenti assicurino un effettivo controllo sul rispetto del principio del divieto di goldplating.

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