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Professionisti in società solo con le Stp

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I professionisti appartenenti a Ordini e Albi che vogliano svolgere la professione in forma societaria devono necessariamente ricorrere alle società tra professionisti (Stp), non potendo utilizzare una delle tipologie societarie ordinarie.

A precisarlo è il Ministero dello Sviluppo Economico, in una nota del 23 dicembre scorso (prot. n. 415099).

L’Ufficio del registro delle imprese, ricevendo una denuncia di inizio di attività da parte di una srl sospendeva la pratica ritenendo che, trattandosi di attività esercitata da soggetti iscritti ad albi professionali, può essere esercitata in forma societaria esclusivamente da una stp, ai sensi dell’art. 10, L. n. 183/2011.

Il Mise condivide tale impostazione e, dopo un excursus dell’evoluzione normativa in materia, ribadisce come, in caso di svolgimento di attività professionale “protetta”, solo la cornice della Stp fornisce “puntuali parametri volti ad equilibrare e contemperare i contrastanti interessi (l’interesse all’efficienza e allo sviluppo della concorrenza, da una parte; l’interesse a tutelare l’affidamento del cliente nel momento in cui riceve servizi connotati da particolare delicatezza e “sensibilità” dall’altra) che nella fattispecie si confrontano”.

Le tradizionali società commerciali, di persone o di capitali, non garantiscono, invece, il rispetto di tali parametri; esse possono essere utilizzate come società “di mezzi”, oppure come società in cui l’aspetto organizzativo e capitalistico risulti del tutto prevalente rispetto allo svolgimento (pur presente) di attività professionali “protette”.

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