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Responsabilità del provider

Nell'ambito dei servizi della società dell'informazione, in generale, il provider non è responsabile per le operazioni poste in essere o per il contenuto delle informazioni diffuse per suo tramite. Non è previsto infatti a suo carico un obbligo di verifica o controllo dei dati immessi in rete dagli utenti, né l'obbligo generale di ricercare fatti o circostanze che indicano la presenza di attività illecite, a meno che gli utenti operino sotto la sua autorità o il suo controllo.

 

Tuttavia, il provider può essere considerato responsabile per la diffusione di informazioni illecite se, pur conoscendo il contenuto illecito tramite una semplice segnalazione da parte dei propri utenti, non provvede a rimuoverlo (art. 15 D.Lgs. 70/2003).

Se, però, si tratta di un caching provider, come un motore di ricerca, che svolge una mera attività di caching (consistente nella riproposizione, a seguito delle semplici ricerche degli utenti, di una serie di link a siti diversi all'interno dei quali si trovano i contenuti richiesti), è responsabile solo se non ha provveduto all'immediata rimozione dei contenuti illeciti dietro preciso ordine intimatogli direttamente da un'autorità amministrativa o giurisdizionale.

 

Cass. 19 marzo 2019 n. 7709

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