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Transfer pricing, il punto della Fondazione Nazionale

Con un dettagliato documento pubblicato ieri, la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha deciso di focalizzare l’attenzione su profili tecnici e sugli spunti operativi rappresentati dal trasfer pricing. Il documento ricostruisce in 43 pagine l'ambito di applicazione della disciplina italiana in materia di prezzi di trasferimento, alla luce delle novità apportate dal D.L. n. 50/2017 all'art. 110, comma 7, del T.U.I.R. delle linee guida approvate con il D.M. 14 maggio 2018 e del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 maggio 2018.

 

Si legge in premessa che la tematica dei prezzi di trasferimento ha assunto, nel corso degli ultimi anni, una rilevanza sempre maggiore, «sia a motivo di una crescente internazionalizzazione e globalizzazione delle imprese e del conseguente incremento degli scambi infragruppo, sia a causa della crescente attenzione da parte dell’Amministrazione finanziaria focalizzata al controllo dei valori praticati nelle transazioni poste in essere tra imprese appartenenti al medesimo gruppo multinazionale». Le Amministrazioni procedono spesso al controllo delle transazioni infragruppo per evitare eventuali manipolazioni dei prezzi di trasferimento, artifizi che possano erodere la base imponibile con spostamenti di profitti. «L’attività di verifica in materia di prezzi di trasferimento posta in essere dai Verificatori dovrebbe focalizzarsi in particolare sulle transazioni infragruppo poste in essere dalle imprese multinazionali con il solo fine di raggiungere un effettivo risparmio di imposta nell’ambito del gruppo e senza alcuna motivazione legata al business dell’impresa».

 

(da Fiscopiù)

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