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Vizi della cosa venduta e azione di risoluzione

17 Ottobre 2019 |

Cass. 4 ottobre 2019 n. 24855

Contratti

In un contratto di compravendita, la cosa venduta deve essere immune da vizi che la rendano inidonea all’uso  cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore (art. 1490 c. 1 c.c.).

 

Nel caso in cui, però, la cosa sia affetta da vizi o non presenti le qualità richieste sono poste a tutela dell’acquirente delle garanzie quali la riduzione del prezzo, la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno.

 

Nel caso in cui l’inadempimento del venditore sia grave o importante, l’acquirente può agire in giudizio per ottenere la risoluzione  del contratto.

 

La cassazione si è recentemente pronunciata stabilendo che l’acquirente di un'autovettura può agire in giudizio chiedendo la risoluzione del contratto di vendita nel caso in cui il venditore abbia formulato dichiarazioni mendaci sullo stato di usura dell’autovettura alterandone il contachilometri.

 

In questo caso, essendoci evidenti vizi non compatibili con lo stato di usura dichiarato dalla parte venditrice, l’acquirente è legittimato a domandare la risoluzione contrattuale per non conformità della vettura con quella indicata in contratto.

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