Bussola

Amministratori indipendenti

08 Giugno 2015 |

Sommario

Inquadramento | “Genesi” e funzioni degli amministratori indipendenti negli ordinamenti anglosassoni | La necessaria presenza di amministratori indipendenti nel c.d.a. della società quotate e in caso di adozione del sistema monistico | I requisiti di indipendenza | Il ruolo degli amministratori indipendenti nelle operazioni con parti correlate | Amministratori indipendenti e comitati consiliari | Il Lead Independent Director | Gli amministratori indipendenti nelle altre fonti normative | Riferimenti normativi |

 

Ferma restando la libertà di ciascuna società di dotarsi o meno di amministratori “indipendenti”, nella quantità ritenuta più congrua, la loro presenza è prescritta in via cogente in due ipotesi: qualora la società sia quotata (art. 147-ter T.U.F.) ovvero adotti il sistema monistico di amministrazione e controllo. Al fine di qualificare un amministratore come “indipendente” il legislatore non ha previsto delle condizioni specifiche, ma si è limitato a “rinviare” ai requisiti previsti per ricoprire la carica di sindaco. Per quanto attiene alle funzioni svolte da tali particolari amministratori, considerato anzitutto che costoro contribuiscono, al pari degli altri componenti del consiglio di amministrazione, all’assunzione di qualsiasi decisione di competenza di quest’ultimo, nel tentativo di riscostruire uno statuto normativo di questa categoria di amministratori occorre considerare principalmente il ruolo da questi svolto nell’ambito delle operazioni con parti correlate, così come dei comitati consiliari regolati dal codice di autodisciplina delle società quotate.

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