Bussola

Azioni a voto plurimo e maggiorato

Sommario

Inquadramento | Il sistema previgente | Le azioni a voto plurimo | Le azioni a voto maggiorato | Riferimenti |

 

La novella di cui al d.l. 24 giugno 2014, n. 91 (il cosiddetto “decreto competitività”), conv. in l. 11 agosto 2014, n. 116 ha introdotto importanti modifiche alla disciplina del diritto di voto delle società per azioni. Anzitutto, occorre osservare il dettato del comma 1 dell’art. 2351 c.c.: la norma stabilisce «che ogni azione attribuisce il diritto di voto», fatta salva la possibilità di prevedere azioni speciali prive del diritto di voto oppure limitato ad alcune materie. La regola indicata nel comma ora citato subisce due importanti deviazioni in forza della predetta novella, che ha introdotto – tra gli altri – i nuovi artt. 2351, comma 4, c.c. e 127-quinquies, comma 1, primo periodo, T.U.F. Il primo prevede che, «salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni con diritto di voto plurimo anche per particolari argomenti o subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Ciascuna azione a voto plurimo può avere fino ad un massimo di tre voti»; ai sensi del secondo invece «gli statuti possono disporre che sia attribuito voto maggiorato, fino a un massimo di due voti, per ciascuna azione appartenuta al medesimo soggetto per un periodo continuativo non inferiore a ventiquattro mesi a decorrere dalla da...

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