Bussola

Confische

26 Ottobre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Introduzione | Dalla confisca alla confisca per equivalente | Rapporti con la confisca ex art. 240 c.p. | Divieto di analogia in malam partem | La confisca del prezzo del reato | Revocabilità del sequestro finalizzato alla confisca | Appartenenza a terzi dei beni oggetto di confisca e confisca per equivalente ai sensi del comma 2 dell’art. 2641 c.c. | Prodotto, profitto e prezzo del reato | Confisca ex art. 2641 c.c. confisca ex art. 187 T.U.F.: il comma 1 | (segue) ed il comma 2 | Confisca ex art. 2641 c.c. e confisca ex art. 19 d.lgs. n. 231/2001 | Riferimenti |

 

In un sistema, quale quello del diritto penale societario, criticato per la blandizie dei livelli sanzionatori, l’art. 2641 c.c. introduce un sicuro deterrente alla commissione di fatti di reato che maturano in un contesto economico e, a prescindere da tecnicismi, sono comunque orientati alla realizzazione di entità economicamente valutabili, prevedendo l’obbligatorietà della confisca anche per equivalente di prodotto e profitto del reato oltreché dei beni utilizzati per commetterlo.   L’obbligatorietà della confisca nei casi di condanna e di applicazione della pena per uno dei reati societari (obbligatorietà resa cogente e tendenzialmente indefettibile dalla previsione sussidiaria della confiscabilità di denaro e beni di valore equivalente), in uno all’ampiezza che il concetto di profitto è andato acquisendo in una faticosa – ed ancora incompiuta – elaborazione giurisprudenziale, sposta l’asse della riflessione sulla natura giuridica della confisca medesima, la quale, nonostante il rinvio del comma 3 dell’art. 2641 c.c. all’art. 240 c.p., è sempre meno associata alla categoria della misura di sicurezza (avulsa, in quanto patrimoniale, dalla pericolosità sociale dell’agente, ma collegata alla pericolosità in sé del bene ablato), ed è sempre più sussunta in un genus ampio di sa...

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