Bussola

Decisioni dei soci di s.r.l.

Sommario

Introduzione | Il principio generale dell’autonomia statutaria | Le decisioni rimesse ai soci: tra tipicità ed atipicità | Tra deliberazioni assembleari e decisioni non assembleari | Focus sulle decisioni non assembleari | Il passaggio dalla procedura “decisionale” a quella “assembleare” | Riferimenti |

 

La riforma delle s.r.l. ha lasciato notevole autonomia ai soci già in ordine alla ripartizione delle materie riservate alle decisioni dei soci e delle materie riservate all’organo gestorio.   Con riferimento alle materie rimesse ai soci il legislatore ha optato per un “modello binario” delle decisioni (in senso ampio). Al tradizionale metodo assembleare, infatti, è stato affiancato un modello di formazione della volontà della compagine (le “decisioni” in senso stretto) caratterizzato dall’assenza della contestualità delle dichiarazioni di volontà dei singoli soci e dall’adozione di un modello libero che prevede o l’adesione scritta ad una proposta di deliberato indirizzata a tutti i soci, o la comunicazione, da parte di ogni singolo socio della volontà o meno di adottare una determinata decisione. Si tratta, in ogni caso, di un modello molto libero sul piano delle forme, fermo restando il carattere essenziale costituito dalla espressione di volontà per iscritto, e ampiamente modulabile in sede di atto costitutivo.   La definizione dei rapporti tra “delibere” (assembleari) e “decisioni” (non assembleari) è lasciata dal legislatore alla piena autonomia dei soci in sede di formazione dell’atto costitutivo, salvi alcuni casi sporadici in cui l’adozione del metodo assembleare è ob...

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