Bussola

Derivati

Sommario

Inquadramento | La definizione del contratto derivato | L'oggetto del derivato | La cause del derivato tra alea e funzionalità dello strumento: la tesi della "causa concreta" e della "scommessa razionale" | La determinabilità dell'oggetto: la metodologia di mark-to-market e il rilievo degli scenari probabilistici | Riferimenti |

 

Lo strumento finanziario derivato è da tempo al centro di intensi dibattiti e di accese polemiche. La scaturigine della diatriba risiede nella particolare rischiosità dello strumento.   Incentrato sulla compravendita del differenziale di valore di una determinata attività fondamentale (underlying instrument), il derivato è indifferentemente impiegato per fini di speculazione o di protezione. Nato da archetipi (future, option, swap) diffusisi all’inizio degli anni ’80 e sviluppatisi nel tempo in molteplici e sofisticate varianti, il derivato trova ampia e controversa applicazione sui mercati.   Assommando in sé i tratti tipici dello strumento  finanziario e del contratto, la sua disciplina oscilla fra l’applicazione della normativa settoriale (T.U.F.) e di quella civilistica. I temi di maggior rilievo investono l’informazione da rendersi all’investitore, l’adeguatezza del prodotto, i criteri di determinazione dell’oggetto, la causa.   Trattato in forma standard sui mercati regolamentati (mercato Italian Derivatives Market – IDEM della Borsa Italiana) oppure stipulato e negoziato fuori borsa (over the counter: OTC), è soprattutto questa sua seconda, amplissima declinazione ad attrarre l’attenzione del giurista, data la libera plasmabilità dello strumento in strutture spesso alt...

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