Bussola

Riduzione reale del capitale sociale

21 Dicembre 2016 |

Sommario

Inquadramento | La riduzione volontaria e la soppressione del requisito dell’esuberanza | I limiti alla riduzione reale del capitale sociale | Modalità attuative della riduzione volontaria | L’opposizione dei creditori | La riduzione effettiva durante la fase di liquidazione | Riferimenti |

 

La riduzione del capitale sociale può essere reale o nominale, a seconda che la riduzione comporti, oppure no, un corrispondente rimborso ai soci del valore dei conferimenti e sia, oppure no, accompagnata da una contestuale riduzione del patrimonio sociale. E così, è definita reale la riduzione regolamentata dall’art. 2445 c.c., mentre è riduzione nominale la riduzione del capitale per perdite (Campobasso, Diritto commerciale, 2, Diritto delle società, Torino, 2015, 526; Buonocore, Istituzioni di diritto commerciale, Torino, 2004, 216; Di Sabato, Manuale delle società, Torino, 2003, 396). La riduzione reale (altrimenti detta anche effettiva) può avvenire, così come previsto dall’art. 2445 c.c. “sia mediante liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti, sia mediante rimborso del capitale ai soci”. Ma è contemplata anche un’altra modalità di riduzione reale del capitale socialeprevista dall’art. 2357-bis, n. 1,c.c., rappresentata dall’annullamento di azioni proprie possedute dalla società oppure espressamente acquistate sul mercato in esecuzione di una deliberazione assembleare che disponga la riduzione del capitale: “Le limitazioni contenute nell’art. 2357 non si applicano quando l’acquisto di azioni proprie avvenga (…) 1) in esecuzione di una deliberazione de...

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