Bussola

Utile d'esercizio

Sommario

La destinazione dell’utile di esercizio: l’autofinanziamento | La destinazione dell’utile di esercizio: l’assegnazione ai soci | La destinazione dell’utile di esercizio: casi particolari | Riferimenti |

 

In linea di principio, l’utile di esercizio può essere destinato a riserva (si parla, in tal caso di utile “risparmiato”); ovvero assegnato ai soci (si parla, in tal caso di utile “distribuito”). 
Nel primo caso, gli utili trattenuti alimentano il cosiddetto processo di autofinanziamento, inteso come capacità dell’impresa coprire in modo autonomo parte del fabbisogno finanziario generato dalla gestione. L’autofinanziamento può essere inteso: in senso stretto; in senso lato. In senso stretto, l’autofinanziamento si realizza con gli utili prodotti e non prelevati dall’imprenditore o dai soci. Poiché trattenuti all’interno dell’impresa, essi aumentano l’entità del capitale netto dell’impresa che serve a coprire parte del fabbisogno finanziario della stessa.
Si parla, a tale proposito, di capitale auto-generato, in quanto ricchezza prodotta all’interno dell’impresa a differenza del capitale di apporto, conferito dai soci al momento della costituzione della stessa o successivamente.
In senso lato, l’autofinanziamento si realizza attraverso le risorse monetarie create dalla gestione reddituale. Esso si misura: in modo diretto, o analitico, attraverso la contrapposizione tra ricavi e costi “monetari” (che hanno generato, cioè, entrate e uscite monetarie); in modo indir...

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