Focus

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La riforma del Terzo settore: le cooperative sociali nella nuova veste di imprese sociali di diritto

22 Maggio 2018 | di Massimo Piscetta, Ellis Bottazzo

Impresa sociale

Le cooperative sociali, così come previsto dalla Legge delega n. 106/2016, in seguito all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 112/2017 sull’impresa sociale, acquisiscono di diritto la qualifica di impresa sociale. Il decreto non ha però contestualmente abrogato le disposizioni in vigore sulle cooperative sociali, regolate dalla Legge n. 381/1991, intervenendo su di essa solo per ampliarne e meglio specificarne il campo di applicazione. Ci si chiede perciò quali norme siano applicabili alle cooperative sociali a seguito dell’acquisizione di tale qualifica, e quali siano gli obblighi conseguenti per questo tipo di ente, che trova già una sua regolamentazione specifica all’interno della Legge n. 381/1991.

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Continuità aziendale: capitale di funzionamento e procedure di allerta

03 Maggio 2018 | di Federico Diomeda

Società di capitali

Il pilastro filosofico portante della riforma della crisi d'impresa è il tentativo di creare il miglior ambiente giuridico e aziendale per l’emersione tempestiva della crisi e la sua gestione con mezzi che riducano il più possibile i casi di insolvenza e di conseguente liquidazione giudiziale (nuova terminologia sostitutiva del fallimento). A sua volta il pilastro di tale tentativo è costituito dalle procedure di allerta e dai nuovi requisiti organizzativi richiesti all’imprenditore in funzione della salvaguardia della continuità aziendale. Scopo di questo articolo è esaminare, sotto un profilo prettamente aziendalistico, l’insieme dei rimedi organizzativi e degli indicatori di crisi che la riforma mette a disposizione dell’imprenditore per meglio usufruire delle procedure di allerta e dei connessi aspetti premiali, valutandone gli effetti anche contestualizzando il rapporto fra imprese e sistema finanziario.

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SPAC: la natura fiscale della performance fee dei manager

23 Aprile 2018 | di Giovambattista Palumbo

Amministratori di s.p.a.: nomina, revoca e compensi

Le SPAC sono veicoli societari quotati, il cui obiettivo è quello di acquisire una quota di una sola target, per poi procedere alla sua fusione per incorporazione. Un ruolo chiave, in tali tipi di operazioni, è assunto dai manager, laddove è prassi che questi partecipino anche come co-investitori nell’iniziativa, acquisendo una quota minima di capitale nello stesso veicolo, con una categoria speciale di azioni, portatrice di un “carried interest”. Il dubbio che si pone, ai fini fiscali, riguarda la qualificazione di tale carried interest, dovendosi chiarire se lo stesso abbia natura di provento finanziario, oppure se debba essere qualificato come reddito di lavoro dipendente o assimilato.

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Il nuovo regime di tassazione degli utili e dei capital gain

16 Aprile 2018 | di Fabio Gallio, Simone Furian

Distribuzione degli utili

La legge di bilancio 2018 (art. 1, commi 999 e seguenti della L. 205/2017) ha modificato il regime di tassazione dei dividendi e dei capital gain (redditi diversi di natura finanziaria), con l’obiettivo di unificare per tutti i tipi di partecipazioni (qualificate e non) l’imposizione sostitutiva del 26%, in luogo della tassazione con le aliquote marginali IRPEF su una base imponibile parziale (49,72% o 58,14%, a seconda della data di cessione della partecipazione).

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La legge di bilancio per il 2018 e le imprese culturali e creative

06 Aprile 2018 | di Renato Dabormida

Associazioni riconosciute

La legge di bilancio per l’anno 2018 introduce ai commi 57-60 dell’art. 1 la nuova figura dell’impresa culturale e ricreativa modellata sulla scorta del DDL Ascani che, seppur approvato dalla Camera dei Deputati il 26 settembre 2017, si era poi arenato al Senato. La legge non prefigura un nuovo modello di società (profit o non profit) ma si preoccupa di definirne l’”oggetto sociale”.

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Amministrazione collegiale nella liquidazione di s.r.l. e rinuncia alla carica di uno dei liquidatori

30 Marzo 2018 | di Alessandro Nironi Ferraroni, Andrea Maria Minerva

Liquidazione di società di capitali

In una società a responsabilità limitata in liquidazione viene nominato, a tempo indeterminato, un organo liquidatorio composto da due membri: esso è chiamato, pressoché esclusivamente, ad operare sulla base delle regole proprie dell’amministrazione congiuntiva. Il presente contributo si interroga sulle conseguenze della rinuncia di uno dei liquidatori: se, dunque, nel silenzio dell’atto costitutivo e della delibera di nomina, tale rinuncia determina la decadenza dell’intero organo. Gli Autori esaminano la fattispecie considerando anche se la rinuncia possa esporre la società a conseguenze di tipo risarcitorio nei riguardi del co-liquidatore eventualmente caducato.

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La rinuncia al TFM degli amministratori alla luce della norma di comportamento AIDC

26 Marzo 2018 | di Fabio Gallio, Simone Furian

Amministratori di s.p.a.: nomina, revoca e compensi

La remissione del trattamento di fine mandato, effettuata a favore della società dall'amministratore, può rappresentare un’indiretta percezione dell'indennità solo nel caso in cui questa si traduca in un vantaggio economico per l’amministratore, a seguito di una controprestazione. In assenza di tale vantaggio, la remissione non comporta in capo all'amministratore il realizzo di alcun reddito imponibile, sia nel caso in cui l’amministratore sia socio, sia nel caso in cui non lo sia.

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Nuove funzioni e responsabilità degli organi di controllo di s.r.l. nella legge delega n. 155/2017

20 Marzo 2018 | di Giuseppe Sancetta, Alessandro Ireneo Baratta, Laura Sicuro

Organo di controllo nella s.r.l.

Nella bozza dei documenti trasmessi dalla Commissione Rordorf al Ministro, integranti l’attivazione della delega prevista dalla L. n. 155/2017, sono contenute una serie di norme che incrementano i doveri e le responsabilità a carico degli organi di controllo delle società. Gli Autori illustrano le norme che impongono nuovi doveri a carico di sindaci e revisori nonché i criteri per la quantificazione del danno.

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La circolazione mortis causa di partecipazioni nelle società di capitali e le clausole di predisposizione successoria

12 Marzo 2018 | di Cosimo Di Bitonto

Titoli azionari

A differenza delle società di persone, le partecipazioni in società di capitali sono, di regola, liberamente trasferibili ai successori a causa di morte del socio premorto, a meno che vengano inserite a statuto specifiche previsioni, che, in deroga alla regola legale (dispositiva) della trasferibilità, introducano limiti e condizioni all’ingresso nella compagine sociale degli eredi o legatari di un socio premorto, compatibilmente con la disciplina, da un lato, societaria (art. 2355-bis c.c. per le s.p.a. e le s.a.p.a.; art. 2469 c.c. per le s.r.l.), dall’altro, successoria (divieto dei patti successori ex art. 458 c.c.).

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La Legge di Bilancio 2018 e la nuova disciplina del prestito sociale

08 Marzo 2018 | di Renato Dabormida

Società cooperative

A distanza di poco più di un anno dalla pubblicazione, da parte di Bankitalia, del provvedimento 9 novembre 2016 in tema di raccolta del risparmio dei soggetti altri rispetto alle banche, il legislatore è intervenuto a regolare il prestito sociale. Le norme dai commi 238 al 243 prefigurano l’adozione di un regolamento da parte del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio (CICR) e quindi un D.M. del MISE.

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