Focus

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La disciplina delle società di comodo al banco di prova

19 Novembre 2014 | di Dorina Casadei

Società di comodo

Tra i temi caldi al vaglio d’attuazione della Delega Fiscale, vi è anche l’attuale disciplina delle società non operative che, a vent’anni dal suo ingresso nell’ordinamento italiano, appare complicata, poco chiara, soprattutto in una congiuntura economica che acuizza le distonie create dal Legislatore in ambito fiscale. L’approfondimento propone un’analisi della disciplina delle società di comodo incentrata su alcuni punti oscuri che un Fisco “vivente” non può più trascurare.

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Per gli interessi passivi deducibilità indipendente dalla correlazione con i ricavi

10 Novembre 2014 | di Luca Bilancini

Cass. Civ.

Società di persone

La Cassazione, nella sentenza n. 21467/2014, ha recentemente ribadito un orientamento ormai prevalente in tema di interessi passivi, e, cioè, che per la loro deducibilità non sia necessaria una correlazione con i ricavi, quanto il rispetto delle specifiche disposizioni del Testo Unico. L’orientamento sembrerebbe ormai “cristallizzato”, considerate le numerose pronunce della Suprema Corte che, nel corso del tempo, hanno confermato tale indirizzo.

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Sequestro dei beni ai sensi della “231” anche in assenza di gravi indizi

12 Ottobre 2014 | di Federico Gavioli

Cass. Pen.

Confische

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 41435, del 6 ottobre 2014, ha affermato che in tema di responsabilità da reato degli enti, il decreto di sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato non deve contenere l’indicazione specifica dei beni che devono essere sottoposti al vincolo.

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ONG e qualifica ONLUS: le conseguenze dopo la Legge n. 125/2014

07 Ottobre 2014 | di Paolo Alessandro Pesticcio, Francesca Pasi

Onlus

È in vigore dal 29 agosto scorso la nuova Legge che disciplina la cooperazione internazionale per lo sviluppo che ha introdotto numerosi cambiamenti tra i quali alcuni inerenti alle nuove tipologie di soggetti coinvolti nel sistema della cooperazione italiana allo sviluppo e agli specifici adempimenti che le ONG, oggi idonee, saranno tenute ad effettuare per mantenere la qualifica di ONLUS. Ecco evidenziate alcune criticità inerenti al regime transitorio previsto per le attuali ONG che, sino ad oggi, hanno fruito della qualifica di ONLUS di diritto. In particolare, non sembrano essere state ben delineate le modalità di assunzione della qualifica di ONLUS per le future ONG e, ancora meno, per quelle attualmente dichiarate “idonee”. La nuova Legge ha, tra l’altro modificato anche l’art. 10, co. 1, D.Lgs. n. 460/1997, inserendo un ulteriore settore di attività agli 11 già previsti, senza tuttavia chiarire un aspetto importante quale la sua riconducibilità tra i settori condizionati o immanenti. A tali criticità e dubbi in relazione agli aspetti legati alla qualifica di ONLUS si spera possa essere data una soluzione interpretativa anche attraverso l’emanazione di una Circolare dell’Amministrazione Finanziaria.

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Brevi note sui principi di attestazione dei piani di risanamento e ruolo del professionista

25 Settembre 2014 | di Alberto Tron

Piani di risanamento

Il documento “I Principi di attestazione dei piani di risanamento”, redatto da AIDEA-IRDCEC-ANDAF-APRI-OCRI ed approvato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commericalisti ed Esperti contabili, ha fornito importanti linee guida rivolte al professionista attestatore con l’intento di fornire modelli comportamentali condivisi e accettati. Alla luce dei Principi l’Autore ripercorre le fasi dell'attività svolta dal professionista attestatore per giungere al giudizio finale sul piano: partendo dalle attività strumentali si focalizza sulle modalità che il professionista deve seguire nell’operare le sue valutazioni.

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Concordato con continuità e contratti pubblici: questioni risolte e nuovi problemi nel prima del "nuovo" art. 186-bis, comma 4 l. fall.

05 Settembre 2014 | di Paolo Pizza

Concordato preventivo

Il legislatore, di recente, ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico, il nuovo comma 4 dell’art. 186–bis l. fall., in relazione al concordato con continuità aziendale, il quale dispone che“successivamente al deposito del ricorso, la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici deve essere autorizzata dal Tribunale, acquisito il parere del commissario giudiziale, se nominato; in mancanza di tale nomina, provvede il Tribunale”. L'Autore, grazie ad una precisa analisi sia del tema del rapporto tra concordato con continuità aziendale e contratti pubblici sia nella disciplina anteriore che in quella vigente, coglie le questioni non ancora pacifiche e ne esamina i possibili risvolti.

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Deducibilità delle quote di ammortamento delle aziende in affitto o in usufrutto e deroga contrattuale ex art. 102 T.U.I.R.

25 Luglio 2014 | di Marco Ligrani

Affitto d’azienda

La disciplina della deducibilità, dal reddito d’impresa, delle quote di ammortamento dei beni materiali delle aziende date in affitto o in usufrutto è contenuta nell’art. 102 comma 8 del T.U.I.R., il quale prevede, come regola generale, che a beneficiarne sia l’affittuario o l’usufruttuario e che le parti possano invertire tale regime in favore del proprietario, dando atto, nel contratto, di voler derogare, espressamente, all’art. 2561 c.c. sull’usufrutto di azienda; eventualità, quest’ultima, che può presentare profili di criticità in sede contenziosa.

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La persona giuridica e l’autore del reato non sono coimputati

22 Luglio 2014 | di Giuseppe Marino

Società di capitali

Nel sistema delineato dal d.lgs. n. 231/2001, l’illecito ascrivibile all’ente costituisce una fattispecie complessa e non si identifica con il reato commesso dalla persona fisica: pertanto, l’ente e l’autore del reato non possono qualificarsi coimputati, essendo ad essi ascritti due illeciti strutturalmente diversi.

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L'utilizzo del trust di scopo quale legittimo strumento di ausilio nella crisi di impresa

25 Giugno 2014 | di Marco Minguzzi, Lisa Masetti

Trust e impresa

Gli Autori trattano il tema del ricorso allo strumento del trust all'interno della crisi d'impresa analizzando un caso sottoposto all'esame dei giudici ravennati (Trib. Ravenna, 4 aprile - 17 ottobre 2013), nel quale la domanda di concordato preventivo contempla la costituzione di un trust di scopo, mediante la messa a disposizione di alcuni beni immobili appartenenti ad un terzo estraneo alla compagine sociale. Dopo aver sciolto alcune questioni preliminari, quali la scelta del tipo di trust e quale controllo debba esercitare il giudice, il focus si concentra su quali conseguenze comporti un trust di questo tipo nel calcolo delle maggioranze utili per l'omologazione del concordato nonchè sugli aspetti fiscali.

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Amministratore di fatto e di comodo: quando rischia il reato di bancarotta

20 Giugno 2014 | di Federico Gavioli

Bancarotta fraudolenta

L’amministratore di fatto non risponde del reato di bancarotta se partecipa ad una singola operazione distrattiva. Infatti, per una condanna di natura penale occorrono una serie di ulteriori elementi che non possono essere circoscritti ad una sola operazione. In questi termini si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza del 9 giugno 2014, n. 24051, ritenendo dunque necessari per la condanna a tale tipologia di reato indici sintomatici ulteriori. L'occasione è utile per tracciare un quadro completo, sulla scorta di alcuni recenti orientamenti giurisprudenziali, in relazione al problema dei c.d. amministratori di fatto e amministratori di comodo “teste di legno”, messi ai vertici delle società commerciali.

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