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Bilanci: lo schema di Decreto per il recepimento della Direttiva 2013/34/UE che abroga la IV e la VII Direttiva CEE sulle società industriali, commerciali e di servizi

16 Giugno 2015 | di Claudio Sottoriva

Bilancio d'esercizio

In data 18 maggio 2015 il Governo ha trasmesso alle compenti commissioni della Camera e del Senato il testo di due schemi di Decreti Legislativi per il recepimento della Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 riguardante la redazione dei bilanci d’esercizio, dei bilanci consolidati e delle relative relazioni di talune tipologie di imprese dei Paesi membri dell’Unione europea, in ossequio a quanto previsto dall’articolo 1, commi 1 e 3, nonché dell’allegato B della legge di delegazione europea 2013 relativa al secondo semestre (legge 7 ottobre 2013, n. 154).

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Il socio di società di persone: capitale sociale e responsabilità

10 Giugno 2015 | di Dario Scarpa

Capitale sociale nelle società di persone

Nelle società semplici il concetto di capitale sociale non assume, di per sé, alcuna autonoma rilevanza giuridica, nel senso che ad esso non risulta collegato alcun aspetto della disciplina legale delle società semplici. Il capitale sociale, in altre parole, è il concetto attraverso il quale si esprime il valore complessivo dei conferimenti dei soci, ma che non implica alcuna regola o disciplina, né all’interno della compagine sociale, né al suo esterno .

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Società di comodo e perdite sistematiche

05 Giugno 2015 | di Francesco Barone

Società di comodo

Il periodo di crisi economica che sta attraversando l’Italia, porta spesso le società a chiudere il bilancio con un risultato negativo. Nella maggior parte dei casi, la perdita civilistica si conferma anche dal punto di vista fiscale, con il problema che ogni anno affligge le società, nel senso che, in sede di redazione della dichiarazione dei redditi, queste devono verificare se sono considerate “società di comodo” per effetto delle perdite sistematiche. È necessario, quindi, analizzare e ricordare la normativa utile per stabilire se esistono cause che possono evitare l’applicazione della disciplina attinente le società in perdite sistematiche.

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La continuità aziendale e i principi contabili: conseguenze della non corretta applicazione sulle procedure di gestione della crisi di impresa

01 Aprile 2015 | di Giuliano Buffelli

Concordato preventivo

Uno tra gli aspetti più rilevanti, e più delicati, nella gestione della crisi d’impresa è la valutazione della continuità aziendale, elemento imprescindibile qualora si decida di ricorrere agli istituti del concordato ex art. 186 bis l. fall, del piano attestato di cui all’art. 67, comma 3 lett. d) l. fall., ovvero degli accordi di ristrutturazione del debito. L'Autore, partendo dalla definizione del c.d. postulato della continuità aziendale, compie una disamina in merito alla sua applicazione alla luce dei principi contabili (in particolare per questa specifica ipotesi si fa riferimento all’OIC 15) e a quali possano essere le conseguenze a fronte di una sua errata valutazione.

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Le novità in materia di estinzione della società e responsabilità dei liquidatori

13 Marzo 2015 | di Andrea Arrigo Panato

Estinzione delle società di capitali

Il co. 4 dell'art. 28 D.lgs. n. 175/2014 estende la possibilità per l’Amministrazione Finanziaria di accertare le società di capitali per i 5 anni successivi alla data di richiesta della cancellazione dal registro delle imprese. Questa previsione se da un lato consente all’Amministrazione Finanziaria di poter contrastare o perlomeno limitare il più possibile eventuali manovre elusive con la possibilità di effettuare maggiori controlli ed azioni di recupero, dall’altro rende più incerto l’iter della procedura di liquidazione e successiva cancellazione.

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Il concordato nell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese insolventi

02 Febbraio 2015 | di Rosaria Giordano

Amministrazione straordinaria

La c.d. legge Prodi bis (l. n. 270/99) ha introdotto una specifica disciplina del concordato proposto nel corso di una procedura di amministrazione straordinaria: l’Autrice analizza le principali problematiche, anche alla luce delle modifiche normative apportate successivamente, nell’ambito della proposta concordataria all’interno della procedura di liquidazione coatta amministrativa.

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Il regime fiscale delle perdite su crediti degli istituti bancari nei confronti delle imprese in crisi

08 Gennaio 2015 | di Fabio Gallio, Alessandro Muradore

Fallimento

Il contributo prende in esame il regime fiscale delle perdite da parte degli istituti bancari sui crediti nei confronti delle imprese in crisi. Gli Autori vagliano le diverse alternative, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità, che la banca può percorrere di fronte a un credito difficilmente recuperabile concentrandosi, per ognuna, sugli effetti che si produrranno sia in capo alla banca che al debitore.

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La disciplina delle società di comodo al banco di prova

19 Novembre 2014 | di Dorina Casadei

Società di comodo

Tra i temi caldi al vaglio d’attuazione della Delega Fiscale, vi è anche l’attuale disciplina delle società non operative che, a vent’anni dal suo ingresso nell’ordinamento italiano, appare complicata, poco chiara, soprattutto in una congiuntura economica che acuizza le distonie create dal Legislatore in ambito fiscale. L’approfondimento propone un’analisi della disciplina delle società di comodo incentrata su alcuni punti oscuri che un Fisco “vivente” non può più trascurare.

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Per gli interessi passivi deducibilità indipendente dalla correlazione con i ricavi

10 Novembre 2014 | di Luca Bilancini

Cass. Civ.

Società di persone

La Cassazione, nella sentenza n. 21467/2014, ha recentemente ribadito un orientamento ormai prevalente in tema di interessi passivi, e, cioè, che per la loro deducibilità non sia necessaria una correlazione con i ricavi, quanto il rispetto delle specifiche disposizioni del Testo Unico. L’orientamento sembrerebbe ormai “cristallizzato”, considerate le numerose pronunce della Suprema Corte che, nel corso del tempo, hanno confermato tale indirizzo.

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Sequestro dei beni ai sensi della “231” anche in assenza di gravi indizi

12 Ottobre 2014 | di Federico Gavioli

Cass. Pen.

Confische

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 41435, del 6 ottobre 2014, ha affermato che in tema di responsabilità da reato degli enti, il decreto di sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato non deve contenere l’indicazione specifica dei beni che devono essere sottoposti al vincolo.

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