Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La cancellazione dal registro delle imprese priva la società della capacità di stare in giudizio

16 Novembre 2018 | di La Redazione

Cass. Civ - Sez. VI - 14 novembre 2018, n. 29251, ord.

Liquidazione di società di capitali

La società cancellata dal registro delle imprese non ha la capacità di stare in giudizio. Laddove l’estinzione avvenga nella pendenza di un procedimento in cui la società è parte, si determina dunque un evento interruttivo ex artt. 229 e ss. c.p.c. con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte dei soci successori della persona giuridica.

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La soggezione ad IVA degli accordi transattivi

15 Novembre 2018 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ.

Società di capitali

Nel caso in cui le parti, soggetti passivi Iva, con accordi transattivi, abbiano reciprocamente rinunciato ai crediti che l'una vantava nei confronti dell'altra, impegnandosi altresì ad estinguere i giudizi pendenti, è configurabile un’operazione imponibile ai fini Iva, assimilabile ad una prestazione di servizi, corrispondente all’assunzione di obbligazioni rispettivamente di non fare e di fare, che trovano il proprio corrispettivo nella rinuncia e nell'impegno corrispondenti. L’assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere costituisce quindi una prestazione di servizi ex art. 3 d.P.R. n. 633/1972, ed in quanto tale, deve pertanto essere assoggettata ad IVA.

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Deroghe al diritto comune per le società in house: la straordinaria amministrazione permane in capo agli amministratori

13 Novembre 2018 | di Valentina Guerrieri

Tribunale di Roma

Società in house

La modifica apportata allo statuto della società per azioni che limita i poteri dell'organo amministrativo alla sola amministrazione ordinaria, si pone in contrasto con l'art. 2380-bis c.c., in quanto va ben oltre le facoltà di deroga consentite dall'art. 16 d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175 (Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica).

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La responsabilità penale del sindaco di una società per omessa vigilanza

09 Novembre 2018 | di Angelo Salerno

Cass. Pen.

Collegio sindacale di s.p.a.: poteri, doveri e responsabilità

Il sindaco di una società di capitali dispone di poteri impeditivi idonei ad evitare la commissione di reati da parte degli amministratori? In presenza di un contributo causale giuridicamente rilevante del sindaco alla commissione del reato da parte degli amministratori, quali sono gli indici che consentono di accertare l'elemento soggettivo del reato?

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L’opzione di vendita put e la manleva del nuovo socio dalle conseguenze negative dell’investimento in società

06 Novembre 2018 | di Antonio Franchi

Cass. Civ.

Patti parasociali

È lecito e meritevole di tutela l’accordo negoziale concluso tra i soci di società azionaria, con il quale gli uni, in occasione del finanziamento partecipativo così operato, si obblighino a manlevare un altro socio dalle eventuali conseguenze negative del conferimento effettuato in società, mediante l’attribuzione del diritto di vendita (c.d. put) entro un termine dato ed il corrispondente obbligo di acquisto della partecipazione sociale a prezzo predeterminato, pari a quello dell’acquisto, pur con l’aggiunta di interessi sull’importo dovuto e del rimborso dei versamenti operati nelle more in favore della società

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La responsabilità degli amministratori per prosecuzione dell’attività d’impresa dopo la perdita di capitale sociale

30 Ottobre 2018 | di Martino Liva

Tribunale di Roma

Responsabilità degli amministratori di s.p.a.

L'organo amministrativo è tenuto a una vigilanza costante sulla sussistenza di una causa di scioglimento della società e, in particolare (per le società a responsabilità limitata), sull'accertamento delle fattispecie di cui agli artt. 2482-bis e 2482-ter c.c., che possono verificarsi, e normalmente si verificano, non solo al termine dell’esercizio, ma anche nel corso di esso. Una volta accertata l'esistenza di una perdita per oltre un terzo del capitale sociale, gli amministratori devono limitare gli atti gestori alla sola conservazione dell'impresa e convocare «senza indugio» l'assemblea.

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Opzioni put a prezzo predefinito nelle pattuizioni parasociali: la Cassazione esclude il divieto di patto leonino

26 Ottobre 2018 | di Bianca Caruso

Cass. Civ.

Patti parasociali

È lecito e meritevole di tutela l’accordo negoziale concluso tra i soci di una società azionaria, con il quale l’uno, in occasione del finanziamento partecipativo così operato, si obblighi a manlevare l’altro dalle eventuali conseguenze negative del conferimento effettuato in società, mediante l'attribuzione del diritto di vendita (c.d. “put”) entro un termine dato ed il corrispondente obbligo di acquisto della partecipazione sociale a prezzo predeterminato

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La legittimazione dell’amministratore ad impugnare le delibere assembleari

23 Ottobre 2018 | di Angelo Lauria

Tribunale di Roma

Impugnazione di delibere assembleari

Il singolo amministratore che sia stato revocato non ha il potere di impugnare le deliberazioni assembleari che non siano state assunte in conformità alla legge, attesto che tale potere è per legge attribuito agli “amministratori” per la tutela degli interessi sociali e che pertanto, in una società retta da un consiglio di amministrazione, la legittimazione spetta all’organo nel suo complesso e non ad ogni suo componente.

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Rappresentante fiscale e triangolazioni IVA

19 Ottobre 2018 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ.

Società di capitali

La triangolazione nazionale è quella fattispecie in cui il primo acquirente è residente nello stesso Stato membro del cedente ed effettua l'acquisto nello Stato, con il vincolo del successivo trasferimento ad altro soggetto passivo, indicato, ab origine, quale cessionario finale, residente in un diverso Stato membro, nel territorio del quale il bene viene direttamente spedito o trasportato.

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Contratto di cash pooling: penalmente irrilevante ma solo a determinate condizioni

15 Ottobre 2018 | di Ciro Santoriello

Cass. Pen.

Società controllate e collegate

Il ricorso, nell’ambito di un gruppo di imprese, al cd. cash pooling deve ritenersi, alla luce delle finalità che tale gestione unitaria della tesoreria del gruppo intende perseguire, lecito ma a condizione che vi sia una antecedente puntuale regolamentazione contrattuale dei rapporti interni al gruppo.

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