Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Le valutazioni dei crediti in bilancio: limiti e doveri imposti agli amministratori

09 Giugno 2015 | di Alberto Molgora

Cass. Civ.

Bilancio d'esercizio

In tema di iscrizione in bilancio dei crediti delle società, ai sensi dell'art. 2425, n. 6, c. c. (nel testo anteriore al d.lgs. n. 127/1991), il criterio legale del "valore presumibile di realizzazione" deve essere esercitato dagli amministratori alla stregua del canone generale della ragionevolezza della valutazione (o svalutazione) operata, con prudente apprezzamento della situazione patrimoniale ed economica del debitore e della sua solvibilità.

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Concordato preventivo, fattibilità economica e attestazione condizionata

09 Giugno 2015 | di Carlo Trentini

Tribunale di Siena

Concordato preventivo

Mentre il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica non incontra limiti particolari, quello sulla fattibilità economica è limitato alla verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati, vale a dire a realizzare la causa concreta del concordato, individuabile caso per caso secondo le modalità indicate nella proposta, e comunque nella soddisfazione apprezzabile dei creditori chirografari in tempo ragionevole.

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La controversa questione della percentuale minima di soddisfacimento dei creditori chirografari nel concordato preventivo

20 Aprile 2015 | di Luca Jeantet, Alfonso Parziale

Tribunale di Bergamo

Concordato preventivo

La proposta di concordato preventivo che preveda una soddisfazione dei creditori chirografari inferiore al 3% del credito dagli stessi vantato non è idonea a garantire la realizzazione della causa concordataria, intesa come funzione economica, ed a riconoscere al debitore il beneficio della liquidazione concorsuale del suo patrimonio con lo strumento, alternativo al fallimento, del concordato preventivo.

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La “discontinuità” tra concordato in bianco e concordato “pieno”: una ipotesi di evidente abuso processuale

07 Aprile 2015 | di Federico Rolfi

TRIBUNALE DI ASTI

Concordato con riserva

Non può ravvisarsi alcuna continuità e consecuzione tra una domanda di concordato “in bianco” già dichiarata inammissibile per mancato deposito nel termine della proposta definitiva, ed una successiva domanda di concordato “pieno”, in considerazione del fatto che il concetto di consecuzione concerne l’ipotesi in cui ad una procedura concorsuale minore faccia seguito il fallimento.

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Società pubbliche e fallimento: posizioni a confronto

16 Marzo 2015 | di Francesco Vignoli

TRIBUNALE DI TERAMO
TRIBUNALE DI PALERMO

Società in house

La società c.d. in house si caratterizza come ente pubblico ed è, pertanto, esclusa dal perimetro delle imprese fallibili e soggette alle procedure concorsuali, ex art. 1, comma 1, l. fall.

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Presupposti e limiti di applicabilità del privilegio ex art. 9 d.lgs. 123/1998 sui finanziamenti alle imprese

10 Febbraio 2015 | di Vincenzo Palladino

Tribunale di Milano

Fallimento

Il privilegio di cui all’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998 espressamente non si applica alle prestazioni di garanzia ex artt. 2, comma 100, L. 662/1996, art. 15 L. 266/1997 (che è intervenuto successivamente nella materia). Nessun richiamo vi è, difatti, nell’art. 9, comma 5, D.Lgs. 123/1998, né in altre disposizioni del suddetto decreto legislativo, al Fondo di garanzia PMI, né vi è alcun rinvio recettizio all’art. 2, comma 100, L. 662/1996 né all’art. 15 L. 266/1997. Né è sostenibile che detto privilegio possa essere richiamato in virtù dei decreti del Ministro delle Attività Produttive del 20.06.2005 e del 23.09.2005, nonché del decreto MISE del 23.11.2012 (decreti che, peraltro, si limitano a richiamare il ricorso alla procedura esattoriale per la riscossione del credito), posto che il privilegio può essere stabilito solamente dalla legge.

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Aggiudicazione del contratto di affitto d’azienda e sospensione della “procedura competitiva”

06 Febbraio 2015 | di Roberto Amatore

Tribunale di Novara

Affitto d’azienda

Il potere di sospensione di cui all’art. 107, comma 4, l. fall. vede limitato il proprio ambito di applicazione alle procedure di aggiudicazione di contratti di vendita e non può essere esteso, neanche in via analogica, alle procedure anch’esse competitive per l’aggiudicazione di un contratto di affitto d’azienda, sebbene propedeutico quest’ultimo ad una successiva gara per la vendita di azienda ed anche ove sia prevista la vendita del magazzino che rappresenti un elemento del tutto marginale nell’economia della procedura di gara. (massima)

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Possibilità di procedere a sequestro conservativo di beni conferiti in uno “sham trust”

04 Febbraio 2015 | di Claudio Bossi

Cass. Pen.

Trust e impresa

Posto che il trust si sostanzia nell’affidamento ad un terzo di determinati beni affinchè questi li amministri e gestisca quale proprietario per poi restituirli alla fine del periodo di durata del trust ai soggetti indicati dal disponente, ne consegue che presupposto coessenziale alla natura stessa dell’istituto è che il disponente perda la disponibilità di quanto conferito in trust, al di la di determinati poteri che possano competergli in base alla norme costitutive.

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Concordato preventivo e trust: revocabilità dell’atto di dotazione e inammissibilità della proposta

26 Gennaio 2015 | di Marco Paneri

Tribunale di Reggio Emilia

Concordato preventivo

L’art. 184 l. fall. non impedisce ai creditori di avanzare le loro pretese nei confronti dei garanti, cioè di alcuni soggetti che hanno, col trust, compiuto atti dispositivi del loro patrimonio in favore della società che ha presentato la domanda di concordato preventivo.

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Fallimento in estensione: la Consulta non scioglie i dubbi, anzi rimette in discussione principi

22 Dicembre 2014 | di Filippo Rasile, Antonio Di Rubba

Corte Costituzionale

Fallimento in estensione

Nel sollevare la questione, il rimettente non si è preliminarmente interrogato sulla possibilità per una società di capitali di partecipare ad una società di fatto a fronte del disposto dell’art. 2361, comma 2, c.c.. Questo, infatti – a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6 – nel consentire alle società per azioni di assumere partecipazioni in imprese comportanti la responsabilità illimitata, stabilisce che tale assunzione sia deliberata dall’assemblea dei soci e che gli amministratori ne diano specifica informazione nella nota integrativa del bilancio.

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