Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La partecipazione alle perdite d’impresa del titolare di strumenti finanziari

28 Ottobre 2016 | di Giovanna Cucinella

Tribunale di Napoli

Strumenti finanziari partecipativi

In considerazione della esigenza giuridica della necessaria corrispondenza tra il capitale sociale reale e quello nominale, la conversione degli strumenti finanziari partecipativi non potrà mai avvenire al lordo delle perdite subite dalla società e, dunque, deve ritenersi legittima la clausola statutaria per la quale il diritto alla conversione potrà essere esercitato soltanto per il minore importo (della riserva apporti strumenti finanziari) risultante al netto delle perdite subite.

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La responsabilità degli amministratori non esecutivi di s.p.a. tra potere e dovere di informazione

26 Ottobre 2016 | di Cristina Cengia, Stefano Mascia

Cass. Civ.

Responsabilità degli amministratori di s.p.a.

Gli amministratori di s.p.a. privi di delega sono responsabili per non aver impedito fatti pregiudizievoli che, in base al proprio dovere di agire in modo informato, erano da questi conosciuti o conoscibili, non sussistendo a loro carico un generale obbligo di vigilanza che li esponga ad una responsabilità di carattere oggettivo.

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Danno risarcibile ai soci in ipotesi di concambio da fusione non congruo

20 Ottobre 2016 | di Alberto Molgora

Cass. Civ.

Fusione: disciplina generale

Nel giudizio volto al risarcimento del danno subito dal socio in ragione della determinazione di un rapporto di cambio da fusione non congruo, il rilievo del patrimonio della società incorporata avviene per il tramite della mediazione del rapporto di cambio tra le azioni della incorporata e quelle della incorporante, mediante la valutazione di entrambe le società e la fissazione dei rapporti matematici relativi.

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Inoperatività della rappresentanza apparente nell’offerta pubblica di strumenti finanziari

17 Ottobre 2016 | di Giulia Terranova

Cass. Civ.

Strumenti finanziari partecipativi

La società di intermediazione finanziaria, ai sensi dell’art. 31, comma 3, T.U.F., è responsabile in solido con il promotore finanziario per i danni arrecati ai terzi a causa del fatto illecito di quest’ultimo, purchè tra il fatto e le incombenze a lui affidate sussista un rapporto di necessaria occasionalità, non rilevando che il comportamento del promotore abbia esorbitato dai limiti fissati dalla società, ma essendo sufficiente che il terzo in buona fede, sulla base di circostanze oggettive, abbia confidato che l’attività dalla quale è conseguito il fatto lesivo rientrasse nell’incarico affidato.

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La responsabilità concorrente dei sindaci nei reati di bancarotta fraudolenta

13 Ottobre 2016 | di Marco Marzari

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Nei reati di bancarotta fraudolenta, i membri del collegio sindacale della società fallita rispondono, in concorso con gli amministratori, in virtù dell’omesso controllo sulla gestione societaria da parte di questi ultimi, quando per le modalità e le circostanze di fatto sia configurabile in tale omissione il dolo eventuale. La mancanza di requisiti o qualità soggettive per la validità formale della nomina a sindaco di una società, non fa venir meno la responsabilità penale di quest’ultimo quando ne abbia comunque esercitato le funzioni.

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Convocazione dei soci e s.r.l.: due paletti della Cassazione

10 Ottobre 2016 | di Guido Romano

Cass. Civ.

Assemblea di s.r.l.

In tema di società a responsabilità limitata, il potere di convocare l'assemblea, in caso di inerzia dell'organo di gestione, deve riconoscersi, nel silenzio della legge e dell'atto costitutivo, ai soci che rappresentino almeno un terzo del capitale sociale, stante, da un lato, il mancato richiamo, nella disciplina di tali società, dell'art. 2367 c.c., dettato per le società per azioni e non applicabile in via analogica, attesa la forte differenza tra i due tipi societari, e, dall'altro, l'inutilizzabilità dell'art. 2487 c.c., in quanto relativo alla nomina e revoca non degli amministratori ma dei liquidatori.

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Rappresentanza dei liquidatori nel procedimento di revoca del concordato

03 Ottobre 2016 | di Tiziana Cappelletti

Cass. Civ.

Rappresentanza nelle società di capitali

L'assemblea di una s.p.a. può disporre limitazioni dei poteri dei liquidatori anche con riguardo alla rappresentanza della società stessa, sicché, ove i poteri rappresentativi, senza distinzione fra attività negoziali ed attività processuali, risultino dall'assemblea conferiti congiuntamente a tutti i liquidatori, è inammissibile il ricorso per cassazione proposto per la società in base a mandato difensivo conferito da uno solo di essi. Stante la natura unitaria del procedimento previsto dall’art. 173 l. fall., in caso di revoca del concordato e contestuale richiesta di fallimento, il diritto di difesa della società fallenda risulta garantito dall’udienza di convocazione delle parti in vista della decisione sulla revoca del concordato, senza che siano necessari ulteriori adempimenti procedurali.

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La responsabilità della banca per aggravamento del dissesto della società sovvenuta

26 Settembre 2016 | di Antonio Franchi

Tribunale di Milano

Fallimento

Il danno, proprio perché consistente nell’aggravamento del dissesto o nei negativi risultati economici della prosecuzione dell’attività della società – risultati di necessità sinteticamente intesi – è un danno che si produce anzitutto sul patrimonio sociale e che ricade indirettamente e indistintamente su tutti i creditori, traducendosi nella diminuzione della massa attiva posta genericamente a loro garanzia e disponibile al riparto. Si tratta, dunque, di azioni che indiscutibilmente rientrano nel disposto dell’art. 146, comma 6 lett. a), l. fall. al cui esercizio il curatore è per legge legittimato.

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La Suprema Corte interviene in materia di autonomia della responsabilità dell’ente

19 Settembre 2016 | di Andrea Paganini, Giulia Natali

Cass. Pen.

Responsabilità amministrativa degli enti ex d.lgs. 231/2001

Sebbene l’art. 8 D. Lgs. n. 231/2001 preveda la responsabilità dell’ente anche in mancanza di identificazione dell’autore, per la piena applicazione della norma è necessario accertare l’esistenza di un reato, nonché individuare la categoria alla quale appartiene l’autore ed escludere che abbia agito nel proprio esclusivo interesse o vantaggio.

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La divulgazione della raccomandazione in materia di investimenti

09 Settembre 2016 | di Marco Zanchi, Francesco Rubino, Chiara Langè

Cass. Civ.

Insider trading (abuso di informazioni privilegiate)

Costituisce informazione privilegiata, ai sensi dell'art. 181 T.U.F., l’informazione di carattere preciso circa l’imminente pubblicazione, da parte di un’autorevole azienda di servizi finanziari, di una raccomandazione in materia di investimenti (initial coverage) relativa a società quotata sul mercato azionario, trattandosi di notizia idonea ad influire sui prezzi dei titoli.

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